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Date:
19.08 - 20.08.2017  STATUS
Orario:
22:45
Luogo:
Nottenera Festival 2017 - Serra de' Conti (AN)
Indirizzo:
Via Orazio Caosi, 60030 Serra de' Conti AN, Italia

78

78!

Di e con: Giacomo Lilliù
Rumori e musiche: Diego Federico Porfiri
Video: Piergiovanni Turco
Scene: Lodovico Gennaro

Luci: Angelo Cioci
Collaborazione al video: Matteo Lorenzini
Produzione: Collettivo ØNAR
Coproduzione: MALTE - Musica Arte Letteratura Teatro Eccetera
Si ringraziano: AMAT, Enrique Enriquez, Hemingway Cafè Jesi

Progetto semifinalista Premio Scenario 2017
Residenza NotteNera 16/17 in collaborazione con Ex Frantoio - Tivittori

78 è il numero di carte contenute in un mazzo di tarocchi: 56 tra spade, bastoni, coppe e denari più i cosiddetti 22 trionfi. Il numero di sequenze diverse che si possono realizzare mettendo una dopo l’altra le singole carte è stratosferico, ma la matematica ci permette di tradurlo semplicemente aggiungendo al 78 il simbolo del fattoriale, vale a dire il ‘!’.

E appunto 78! è il nome in codice della performance che gioca con questo potenziale randomico e immaginifico. Lo fa senza reti di salvataggio: non ci sono copioni, scritture di scena o canovacci da seguire, l’unica base è la sequenza delle carte estratte casualmente. Dalle figure rivelate prende forma un’affabulazione (interamente improvvisata) che si fa e si disfa sul momento, forse un racconto, forse una poesia, forse tutt’altro.

Dopo la residenza all’ExFrantoio e la presentazione al Premio Scenario, Nottenera Festival 17 è l’occasione per condividere lo stato attuale del lavoro e sperimentare nuovi approcci insieme al pubblico. Come Il castello dei destini incrociati di Calvino, 78! propone infatti di ‘guardare i tarocchi con attenzione, con l'occhio di chi non sa cosa siano, e a trarne suggestioni e associazioni, a interpretarli secondo un'iconologia immaginaria.’ Sin dalla fatidica estrazione delle carte, gli spettatori sono invitati a contribuire al processo, a porre al mazzo una domanda in cambio di una risposta patafisica, a trasmutare le immagini attraverso il loro sguardo, le loro interpretazioni, a volte anche le loro azioni.

Una lettura che non vuole essere più tra cartomante e questuante, tra adepto e profano, ma piuttosto una lettura di gruppo, orizzontale, magari accidentata, in cui gli stimoli e le sensazioni sono liberi di moltiplicarsi.

Performance improvvisata @ Nottenera Festival 17
Dove: Piazza O. Caosi (Punto T)
Quando: ore 22.45, ore 00.50
Durata: 35 minuti (molto) circa

Categoria Teatro | Visualizzazioni 126

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 1


Anche nell’era della rivoluzione mediatica, l’arte continua a indagare il mondo reale. Il teatro poi permette di rappresentare la complessità umana attraverso la moltiplicazione dei punti di vista. “Il destino dell’uomo è l’uomo” sosteneva Brecht, nell’intento di capire e far capire azioni umane, pulsioni e istanze a esse sottese.
E’ con questi presupposti che sono partiti i tre gruppi teatrali Jungle People, esperimenti laboratoriali con immigrati e migranti, impegnati in una vera e propria palestra di democrazia attraverso lo studio de Nella giungla delle città, un lavoro di Bertolt Brecht sulla natura antagonista dell’essere umano.
ll primo appuntamento, a Senigallia, è un lavoro site specific e itinerante espressamente concepito nelle stanze della Rocca Roveresca, con le sue suggestive atmosfere. Le voci dei testimoni che raccontano le loro storie si intrecciano qui a modelli narrativi classici in un’esperienza immersiva ambientata in uno spazio labirintico che allude al grande meccanismo della Storia e al suo rapporto perverso con il singolo.

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 2


Nella giungla delle città. L’irruzione del reale prende a pretesto il lavoro del drammaturgo tedesco per avviare un confronto a partire dal principio di universalità che è il fondamento della civiltà europea. La comprensione dell’altro come depositario di regole e valori differenti comporta necessariamente una messa in discussione del proprio punto di vista, un problema di coscienza e di diritto: una polarizzazione in cui legge e comandamento morale sono contrapposti. In un clima esacerbato in cui il tema dell’incontro con l’altro si trasforma di giorno in giorno nella sua variante più aggressiva di conflitto con l’altro, riaffiora la necessità di affrontare il tema della tolleranza.
Nel secondo momento del lavoro, proporrà uno spettacolo popolare, non a caso collocato nella magnifica cornice di Piazza Federico II, simbolo della vicenda federiciana e della sua visione di governo sovranazionale e multiculturale. Qui il gioco scenico prende a prestito le forme e i colori del mercato, della piazza, della festa e del carnevale in una rappresentazione del mondo esagerata e muscolare, vitalistica e disperata, in un dialogo fatto di voci, corpi, impulsi che spingono alla riformulazione di una sorta di oggettività post-culturale, umana, appunto.

 

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 3


Gli immigrati dei nostri territori vivono una condizione di separazione. Pur abitando nei nostri quartieri, essi vengono guardati con sospetto: nelle città crescono muri invisibili. Il loro desiderio di raccontarsi trova raramente spazio. Isolamento e ghettizzazione ostacolano naturali processi di conoscenza reciproca, alla base di ogni politica di inclusione. E’ per questo che le azioni sceniche sono state espressamente ideate per siti di alto valore estetico e simbolico, così da articolare una drammaturgia spaziale che, nel presentare tre elementi architettonici classici (il castello, la piazza e la porta), connota l’azione intrapresa come paradigmatica di una nuova città ideale, aperta, accogliente.
Il terzo dei tre appuntamenti ha trovato collocazione all’interno della struttura del lazzaretto, nella Mole vanvitelliana: spazio ampio e circoscritto al tempo stesso, sorta di castello sotto il cielo, che ben esprime l’idea sintetica del nostro viaggio attorno al tema di una società rinnovata. E in questo spettacolo da palco termina l’avventura di questi attori non attori alla ricerca di un teatro della realtà, di una nuova forma d’arte che possa mettere insieme piano estetico e contenuto, restituendo il teatro al suo primato: quello dell’immediatezza.

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